TI FAZZU PISHARI DU CULU
Studio nell'ufficio del Leader.Il solito sonno del lunedì mattina,le orecchie piene delle chiacchiere pallonare che non riesco a staccare dalla mia vita (e perchè dovrei poi?).Il mio gatto ha sviluppato un appettito tremendo per il fegato di coniglio.Già mi vedo i miei che sventrano conigli e buttano tutto il cadavere per salvare solo il dolce fegatello.Sembra un pò la versione cruenta della favola di Biancaneve,quella versione dove la regina manda il guardiacaccia nel bosco con la dolcissima BiancaN. e chiede al suddetto Guardiacaccia di portarle il cuore della principessina.Il suddetto ammazza e sventra un animale nel bosco,dona la libertà a BiancaN e porta il cuore della bestia alla temibile regina.amen,e vissero tutti felici e contenti.Meno la bestia (identificabile in alcune versioni con un Agnello,in un certo senso archetipo della purezza Cristiana,e quindi,il guardiacaccia in una valutazione della sua fedleltà agli ordini della regina,in un senso puramente etico,non avrebbe deluso le sue aspettative...)ed il coniglio del mio gatto.
A Porta a Porta Al Bano ricostruisce la sua vita con un pubblico degno del miglior Vespa.Canticchia le sue canzoni orrende e fa la marchetta d'obbligo al suo libro nuovo di zecca.Uomo da milioni di dischi venduti parla,orgogliosamente,della sua partenza da Cellino San Marco con l'abusata valigia di cartone.Retorica terzomondista spicciola ed esaltazione della tradizione contadina italiana.Contadini che in quegli anni venivano uccisi dai poliziotti durante le occupazioni della terra e morivano per febbri ed infezioni banali.Lui è sempre stato quello del panino e del bicchiere di vino,era Romina quella sofisticata, e dunque,destinata a sfasciare la famiglia.Insomma roba da sbadigli pesanti,o da guardare sbronzi e sballati come bestie per provare almeno a ridere.Vespa come sempre ci infila Giovanni Paolo II,ed infatti si vede Al Bano che bela qualcosa ad un qualche giubileo alla fine degli anni novanta.Ancora nessun accenno alla Lecciso,ma arriverà,statene certi,arriverà...

Sapere della morte di un personaggio che ha suonato la chitarra in qualcuno di quei dischi che ti hanno cambiato la vita,sapere che quella persona sei riuscito a vederla dal vivo,che per un attimo ne hai compreso l'energia (anche se si trattava di un'energia fuori tempo massimo).Ron Asheton è (era) quella chitarra impastata di effetti sui dischi degli Stooges,è quello vestito da nazista (molto prima del principino inglese e con molte meno polemiche dietro) che trascina Iggy via dal palco.Ron Asheton è il caos organizzato.Mi mancherà.Un vero involuto,uno che nel duemila e rotti ancora scriveva pezzi saturi di wah wah e fuzz,il vero artefice della rifondazione degli Stooges (che in fondo The Weirdness non è poi così male,daiii).Un altro dei protagonisti di Please Kill Me che se ne va.Quello è il libro dei morti del rock n roll.

Il solito sabato devastato.Luca ha un cane splendido:un mezzo dobermann tenerone,non riuscirebbe a mordere nemmeno Hansel e Gretel.Spaghetti e vino e via così fino a tarda notte.What we do is secret,avrebbero detto i Germs,ma nell'epoca dell'ipercomunicazione è,forse,inutile.
Andreotti ha compiuto novanta anni.Dopo la sua mummificazione in diretta di qualche mese fa è ricomparso in tutti gli spazi possibili ed in tutte le salse.Di Pietro è alle prese con il figlio scemo che ha cercato di corrompere mezza Campania e parte del Molise.Un chiaro gesto di ribellione ad una figura paterna così ingombrante,ecco come la potrebbe spiegare la faccenda uno psicologo (hahaha).

C'è sole da due giorni.Il Crati ritorna ad una dimensione accettabile ed i pescatori di trote radioattive sono tornati a colonizzare le sue rive limacciose con sgabelli e seggiole della prima guerra mondiale.La carcassa del "gatto senza padrone" è ancora a pochi metri da casa mia,infestata da vermi che entrano dalla bocca della povera bestia ed escono dal culo (o viceversa,perchè sarà sicuramente ammesso il doppio senso di marcia).Mi è venuto in mente un articolo che avevo letto più di dieci anni fa su "OGGI",mia mamma prima lo comprava sempre,parlava di un ragazzino che viveva con la mamma in una discarica (o nei pressi).Non si conosceva il padre e giocava fra l'immondizia ed i ferri sporgenti dal terreno con un gatto grassissimo per le scorpacciate di topi di fogna.Allora non potevo saperlo (non conoscevo Truffaut),ma questa storia era una riproposizione squisitamente postmoderna de "Il Ragazzo Selvaggio".Mi è tornata in mente stamattina tutta la faccenda e non se ne vuole andare.Chissà perchè?Ho letto in poco meno di trentasei ore "I Segreti Erotici Dei Grandi Chef" di Irvine Welsh.Stupendo,come tutti i suoi libri.Fantastico che lo scrittore si prenda in giro (circa a metà romanzo) sul fatto che la letteratura scozzese è troppo violenta.
Su "Il Quotidiano" versione Cosentina è apparso qualche giorno fa, non mi ricordo l'illustrissima firma,un articolo su Saverio Strati.Saverio Strati (lo conoscono,purtroppo,in pochissimi) è uno dei migliori scrittori calabresi,forse IL migliore.Da anni vive a Scandicci e nessuno pubblica più le sue cose.Il silenzio della classe culturale (?) calabrese nei suoi confronti è scandalosa.Non che le sue opere siano una rivoluzione stilistica o cghissà cosa,si tratta di romanzi di impronta realista ben scritti e con una trama avvincente perchè vera ed autobiagrafica fino al midollo.Questo non interessa a nessuno?