IL RAGAZZO DELLA VIA CRUCIS (Angelo,Demone,o tutte e due le choses?)
I don't have to sell my soul
He's already in me
I don't need to sell my soul
He's already in me
I wanna be adored
I wanna be adored
I don't have to sell my soul
He's already in me
I don't need to sell my soul
He's already in me
I wanna be adored
I wanna be adored
Adored
I wanna be adored
You adore me
You adore me
You adore me
I wanna, I wanna, I wanna be adored
I wanna, I wanna, I wanna be adored
I wanna, I wanna, I wanna be adored
I wanna, I wanna, I gotta be adored
I wanna be adored
Stone Roses

Ecco, Elvis è morto nel 1977. Proprio quando il rock si stava risvegliando e stava togliendo la polvere accumalta in anni di melassa prog e stronzate varie. Certo se si guarda con attenzione la pagina dei concerti di alcuni giornali saltano ancora agli occhi gentaglia come i Procol Harum o i Deep Purple che ancora continuano ad infestare il mondo. Comunque probabilmente i Suicide hanno ucciso Elvis. Basta ascoltare Keep your dreams, la Love me tender della blank generation. Anche i Suicide sono ancora in giro. Non li andrei mai a vedere per nulla al mondo. La delusione sarfebbe tremenda.


Ha fatto un caldo incredibile. Ho dormito pomeriggio ed ho sognato il mio gatto in pericolo di vita. Attraversava la strada senza guardare, io ero in preda alla solita sensazione di mancanza di gravità. Tipica di quando dormo dopo pranzo. Per questo ora ascolto il grande Jim Carroll. "Perchè tutto quello che mi serve sono parole senza gravità"

Ascolto continuamente (quando sono in casa) ed ossessivamente solo i Public Image LTD. Sono un gruppo che tutti quelli che girano per i concerti di questi morti di fame punk-funk dovrebbero conoscere. Musica d'avanguardia subito dopo il punk. Johnny Rotten diventa Lydon e dice di non voler più avere un cazzo a che fare con i Pistols (con il tempo ci dimostrerà che la coerenza non è l'aspetto più evidente del suo carattere), e contemporaneamente mette assieme gente che in n modo o nell'altro con il punk aveva avuto qualche contatto. Io adoro i primi tre loro album, Flowers of romance l'ho praticamente consumato su cassetta ed ora lo ascolto su mp3 e sono felice. Felice che la creatività incontrollata ed incontrollabile di John Lydon resti per tutti (o quasi) solamente rumore, che lo stesso Lydon sia ancora antipatico ai più è ancora più bello. Una volta in un'intervista si lagnava del fatto che abitasse, in america, nella stessa strada di Carl Palmer, quello degli Emerson, Lak and Palmer (che palle!!!). Il vecchio John diceva che se voleva vedere i dinosauri andava al museo. Che sagoma Johnny. La prima volta che ebbi per le mani un loro disco fu quello sbagliato. Ascoltai il loro ultimo lavoro in studio (delc1992, però penso per me fosse il '96) That What is not, un album di rock graffiante ma convenzionale (molto convenzionale). L'ascolto del loro primo disco fu una svolta ed un'impresa: i pezzi erano spesso lunghi ed articolati, la chitarra sembrava il basso ed il basso la chitarra. Un suono troppo importante per la musica dell'epoca. Tutti erano ancora (giustamente) presi dal punk, e la new wave degli inizi non era poi così ostica. Insomma un capolavoro. Ma Flowers of Romance è meglio.


Che poi gli Smiths furono una deliziosa anomalia, troppo geniali per non scatenare una pletora di (inutili) imitatori. Nel tempo del sintetizzatore imperante e del gelo delle drum machine. Nella stessa inghilterra degli Spandau Ballet e dei Duran Duran nacquero gli Smiths. Dalla proletaria Manchester (già culla dei superbi Buzzcocks e dei Joydivision), dove abitano in villette a schiera da me viste solo in fotografia, i miei zii "inglesi", quelli che mio nonno chiamava gli europei (con evidenti fastidio). Chissà se mio zio ha mai incrociato quel ragazzo con il ciuffone mentre andava a comprare il pane. O, chissà, magari entrando in un pub avrà sbattuto contro Johnny Marr che ubriaco scriveva gli accordi di This Charming Man su un tovagliolino. Chissà, dopo di loro arrivarono gli Stone Roses. Poi da Manchester non si mosse più nulla, a parte due o tre singoli di due boriose teste di cazzo che poi chiuderanno il cerchio a ...Quelli che il calcio: gli Oasis.
Stavolta l'appuntamento è di mattina. Partiamo soleggiati e con il giornale e le sigarette appena comprate. Sulla strada ascoltiamo i vecchi Manonegra di the Helle of Patchinko. Un superlive schiacciasassi con cover di I fpught the law. Al mare è nuvolosetto ma un pò di sole lo prendiamo anche noi. Poi sbafiamo panini ed insalata di riso. Ridiamo molto per una ragazza tettona che cerca di tenersi in dentro la pancia. Ma non ci riesce. Sembrerebbe la cara vecchia mucca Carolina. Solo un pò meno scuretta. Ieri sera troppa birra, aspetto per il bagno leggendo racconti assurdi di J.R. Lansdale. Al ritorno ascoltiamo gli Smiths, il primo album: il mio preferito. Morrissey era un genio, questo è appurato e credo nessuno possa ribattere, gli Smiths sono stati uno dei migliori gruppi degli anni ottanta, al pari di U2 e primi REM, un bellissimo miracolo provinciale. Non si capisce mai se i testi di Morrissey sono rivolti ad un uomo o ad una donna. Lui dichiara una dedica femminile in pochi casi. Diceva egli stesso di essere un entomologo. Uno che osservava l'umanità ed i sentimenti come si fa con gli insetti. Ma per essere un entomologo ci metteva davvero tanta, tanta partecipazione.
Alla fine della loro corsa (il tremendo Strangeways here we come) andarono anche a Sanremo e saltellarono sul playback impertinente di Girlfriend in coma. Poi più nulla. Se amate il clichè morrissey ha avviato una carriera solista noiosa come le sue abitudini di vita (no drug, no sex no tutto). Il primo album è stupendo, bilanciato fra solennità, grande pop e depressione. L'ideale per una giornata al mare che poi si mette a piovere. Consigliatissimo.

Ho scoperto leggendo il Corriere della Sera (che è ormai un giornale per rincretiniti) che Pino Pelosi è uscito dal carcere ed ora vive al Tiburtino. Mentre ero in bus mi era venuta voglia di andare a cercarlo e chiedergli una qualunque cosa. Una qualsiasi. Non ho fatto nulla alla fine perchè dall'intervista mi sembrava trapelasse un sacco di dolore. Lui anche ora nega tutto. Insomma, il caso PPP è ancora aperto. Le periferie puzzano ancora di anni settanta, solo che ora ci sono i jeans a vita bassa ,e quelle orrende magliette con scritto sopra "Toni Montana, invece dei pantaloni a sigaretta ed i foulard maragli legati al collo. Invece dei ragazzi di vita ci sono i neofascisti assetati di violenza. Er Rana non somiglia più all'ideale di bellezza del poeta. E' solo un corpo cinquantenne, anche se ben conservato,che continua a mandare una debolissima eco da un tempo nemmeno troppo lontano.
