TI FAZZU PISHARI DU CULU

Ecco, vivere con il peso di una leggenda. A giorni ci saranno i FUZZTONES.

..ecco.... la Casilina,
su cui tristemente si aprono
le porte della città di Rossellini...
ecco l'epico paesaggio neorealista,
coi fili del telegrafo, i selciati, i pini,
i muretti scrostati, la mistica
folla perduta nel daffare quotidiano
le tetre forme della dominazione nazista...
Quasi emblema, ormai, l'urlo della Magnani,
sotto le ciocche disordinatamente assolute,
risuona nelle disperate panoramiche,
e nelle sue occhiate vive e mute
si addensa il senso della tragedia.
E' lì che si dissolve e si mutila
il presente, e assorda il canto degli aedi
P.P.P.
"LA RELIGIONE DEL MIO TEMPO"
Ci sono buoni motivi per passare i sabati a casa.
Il principale è guardare su youtube mexican radio dei wall of voodoo.

" Devo ricordarmi di non scopare con gli ebrei", così Nico salutava Lou Reed dopo una nottata passata a fottere. L'algida Nico usava il sesso per arrivare dove voleva. In quel momento della sua vita voleva diventare cantante, ma forse non aveva tutte le carte in regola e Lou Reed, che pure era malato di protagonismo come una govane fotomodella di bulimia, non voleva fargli cantare "Heroin", oppure "I'm waitin' for the man". Effettivamente sarebbe stato un peccato le avesse cantate Nico. Lasciando stare i Velvet Underground che sono irripetibili per la storia del rock (e non solo), la carriera solistica di Lou Reed ha conosciuto alti e bassi clamorosi. Una continua ascesa ai paradisi e, repentina, discesa agli inferi. Personalmente (poi potreste pure trovare sbagliato quello che dico) amo moltissimo NEW YORK, lo considero il suo miglior disco, quella è stata sicuramente una rinascita. Un distinto signore di oltre quaranta anni che suona rock 'n roll con veemenza, ma senza nessuna rabbia, perchè i venti anni non ci sono più ed anche gli elettrochoc sono un ricordo lontano.
ROMEO HAD JULIETTE
Caught between the twisted stars
the plotted lines the faulty map
that brought Columbus to New York
Betwixt between the East and West
he calls on her wearing a leather vest
the earth squeals and shudders to a halt
A diamond crucifix in his ear
is used to help ward off the fear
that he has left his soul
in someone's rented car
Inside his pants he hides a mop
to clean the mess that he has dropped
into the life of lithesome Juliette Bell
And Romeo wanted Juliette
and Juliette wanted Romeo
And Romeo wanted Juliette
and Juliette wanted Romeo
Romeo Rodriguez squares
his shoulders and curses Jesus
runs a comb through his black pony-tail
He's thinking of his lonely room
the sink that by his bed gives off a stink
then smells her perfume in his eyes
And her voice was like a bell
Outside the street were steaming
the crack dealers were dreaming
of an Uzi someone had just scored
I betcha I could hit that light
with my one good arm behind my back
says little Joey Diaz
Brother, give me another tote
those downtown hoods are no damn good
those Italians need a lesson to be taught
This cop who died in Harlem
you think they'd get the warnin'
I was dancing when I saw his brains
run out on the street
And Romeo had Juliette
and Juliette had her Romeo
And Romeo had Juliette
and Juliette had her Romeo
I'll take Manhattan in a garbage bag
with Latin written on it that says
"It's hard to give a shit these days"
Manhattan's sinking like a rock
into the filthy Hudson what a shock
they wrote a book about it
they said it was like Ancient Rome
The perfume burned his eyes
holding tightly to her thighs
And something flickered for a minute
and then it vanished and was gone

Si abbattono acquazzoni repentini su tutta la via Tiburtina. Crollano rami di mimosa appesantita dalle gocce. La mimosa bagnata ha un odore che stona. I barboni dormono sulle grate e la scontentezza delle loro coperte iene di cimici riappacifica gli abitanti cannibali di questi buchi di una cinquantina scarsa di metri quadrati. La gente semipovera è crudele, si attaccano ai loro metri quadri di squallore con le unghie e sono pronti a sgridare i bambini che scendono le scale di fretta.
Io la sera, dopo che butto la spazzatura apro il portone per il barbone, ma lui ormai non entra più. Deve aver ricevuto un buongiorno con cornetto e cappuccino. Non vedo un altro motivo per giustificare la sua paura.
It doesn't pay to try,
All the smart boys know why,
It doesn't mean I didn't try,
I just never know why.
Feel so cold and all alone,
Cause baby, you're not at home.
And when I'm home
Big deal, I'm still alone.
Feel so restless, I am,
Beat my head against a pole
Try to knock some sense,
down in my bones.
And even though they don't show,
The scars aren't so old
And when they go,
They let you know
You can't put your arms around a memory
You can't put your arms around a memory
You can't put your arms around a memory
Don't try, don't try
You're just a bastard kid,
And you got no name
Cause you're living with me,
We're one and the same
And even though they dont show,
They scars aren't so old
And when they go,
They let you know
You can't put your arms around a memory
You can't put your arms around a memory
You can't put your arms around a memory
Don't try, don't try
You can't put your arms around a memory
You can't put your arms around a memory
You can't put your arms around a memory
Don't try, don't try
![]()
Ne parlavo spesso anche sul mio vecchio blog. Johnny Thunders è uno di quei LOSER che ti entrano nel cuore.
Grande voce e grande rocknroll. Il primo incontro che ricordo con la sua musica è la gita del quinto ginnasio. Un amico più grande mi aveva registrato una cassetta con dei pezzi di Punk Rock americano, uno di questi pezzi era di J. Thunders. Chinese Rock per la precisione. Il meglio doveva ancora venire.
Una volta un ragazzo che conoscevo di vista (ma anche di vista mi bastava) si unì ad un gruppo di preghiera. Si riunivano in un punto dell'università e ci davano dentro con danze e canti fino al tramonto o giù di lì. Non erano nulla di speciale,ma sto ragazzo aveva il cervello scoperchiato dalle droghe ed era molto solo. Quei quattro rincoglioniti con una chitarra folk al collo gli saranno sembrati simpatici come una replica de "i cinque del quinto piano" alle quattro del mattino.

E' morto l'Abbè Pierre. Quando eravamo bambini la sua figura ci veniva portata ad esempio, quando poi diventammo ragazzi ci dissero che il suo era un "CATTOLICESIMO PROGRESSISTA". In realtà la sua è una delle figure più contradittorie di questo e dello scorso secolo. Non si tratta di fantapalle, il buon prete che aveva scandalizzato la santa madre chiesa con le sue posizioni progressiste su PACS e celibato dei sacerdoti aveva intrattenuto nei decenni caldissimi del '900 (anni di piombo, l'age d'or dell'imbecillità per dire) rapporti con terroristi e con ex criminali nazisti che si riciclavano insegnanti in scuole (ma guarda tu che sorpresa) cattoliche.Era insomma un uomo a conoscenza delle trame che infilano le loro mani lercissime negli anni bui della storia Europea (ed italiana of course)Per maggiori informazioni il bellissimo articolo di Massimo Del Papa.
babysnakes.splinder.com/1169462465#10652127
Rick Moody The James Dean Garage Band pagg.173 (2005)Minimumfax (Roma) 12euro
Rick Moody Cercasi batterista, chiedere di Alice pagg. 227 (2006) Minimumfax (Roma) 13euro
Si è soliti pensare che gli scrittori Americani nati all’inizio degli anni sessanta siano votati al minimalismo (post) più estremo e laconico. Minimumfax ha dato alle stampe David Foster Wallace ed appunto Rick Moody che ci convincono del contrario. Ma D. F. Wallace è diventato uno degli autori di punta Einaudi, che sta ripubblicando anche i suoi primissimi scritti, così occupiamoci di Moody che con Wallace condivide una certa propensione alle acrobazie linguistiche ed al racconto stralunato. Solo che se Wallace è considerato il continuatore della destrutturazione del racconto cominciata con Pynchon e Barthelme, Moody preferisce non confondere il lettore mettendo in gioco molti personaggi e molte informazioni, no, preferisce abbandonarlo ai margini di una storia con gli occhi pieni di meraviglia.
James Dean Garage Band e Cercasi batterista, chiamare Alice hanno le carte in regola per diventare oggetto di culto: parlano di gruppi rock semisconosciuti, raccontano di feste sui tetti delle fabbriche ormai chiuse e resuscitano miti della cultura pop per metterli, con una chitarra ritmica in mano, a suonare pezzi garage stravolti dal feedback anni prima dei Sonic Youth.
Racconti pieni di disperazione, dove le sessioni d’esame in campus ricoperti di neve sfumano a causa di trip mai smaltiti di LSD e dischi in vinile si consumano stancamente fino all’ultimo solco come le storie d’amore nate in sala mensa.
In un racconto intitolato Il commentario all’Apocalisse di Bob Paisner , il protagonista sta preparando una tesina sull’ Apocalisse secondo Giovanni e si convince che la sua vita è piena di analogie con quella del Santo. Chiaramente tutto finirà in una farsa, i personaggi di Rick Moody non possono avere lo spessore di quelli di Dostoevskij, sono irrimediabilmente figli della Blank Generation, la generazione vuota cantata fin troppo bene da Richard Hell, in Cercasi Batterista, chiedere di Alice uno dei protagonisti, lasciato dalla fidanzata, cerca dopo poco conforto fra le braccia della migliore amica della ragazza, che lo accoglie si, ma con indifferenza.
Plumbeo New Jersey sullo sfondo, non lo stesso di Philip Roth, nemmeno lo stesso di Bruce Springsteen. Questo New Jersey è una terra di mezzo dove non si va né avanti né indietro, dove le chitarre suonano tutte scordate ed i ragazzi si suicidano cospargendosi di benzina. Un inferno che accoglie sbadigliando.