TI FAZZU PISHARI DU CULU
Ieri sera guardavo l'anteprima di Matrix.In studio(assieme ad Alessio Vinci)Ilaria Cucchi,sorella di Stefano.Da qualche tempo,in Italia,vediamo un dolore composto e civile.Quello della famiglia Cucchi mi sembra il medesimo di Beppino Englaro.Non c'è nessuna voglia di alzare la voce o di minacciare qualcuno,c'è solo da ristabilire una verità ed un insieme di diritti che sono stati violati.Ilaria Cucchi ha parlato senza inciampare una volta nell'emozione(che pure sarebbe stato legittimo),e l'unica cosa sbagliata ieri sera era nelle inquadrature:le mdp indugiavano sempre sugli occhi lucidi(ma non piangenti)della ragazza.Era quasi un modo per dire:Guardate bene,le lacrime ci sono,solo che sono un pò reticenti a scendere.Se non fosse stato per quel particolare,per una volta sola,avrei potuto considerare Matrix come un servizio reso al cittadino.Sarà per la prossima volta.
Non ho capito se ho freddo o caldo.Nella tromba delle scale del mio palazzo stamane si sentivano urla.Sembrava stessero scuoiando qualcuno,ma erano solo i miei cocondomini che inveivano contro l'amministratore:ancora non sono stati accesi i caloriferi.L'età media del mio palazzo è di settacinque anni.Pensate anche voi,miei dolcissimi lettori,alle giunture di un povero vecchio che sbattono per il freddo.Sembra una scena di un romanzo di Dostoevskij(e forse lo è).Bisogna pensare ad un'evasione,ma farlo in fretta.La febbre è passata e mi ha lasciato dei dolori fantastici alle ginocchia.Me ne vado in giro come se mi avessero gambizzato,trascino questi due pezzi di legno e sospiro per il dolore.Riuscite a vedere del romanticismo in queste parole?